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Insegne: la necessità di riclassificare prodotti e professionalità.

Espongo di seguito alcune riflessioni sull’evoluzione del settore insegne che ho già pubblicato tempo fa su AIFIL[IN]FORMA col titolo: Insegne: L’evoluzione tecnologica e la sempre più accentuata specializzazione produttiva favoriscono l’affermarsi di nuovi prodotti e professionalità.

Fino a venticinque anni fa le insegne venivano costruite con cicli di lavoro prevalentemente manuali e il saper fare con le mani era fondamentale per la qualità del prodotto. Basti pensare che per acquisire la capacità di sagomare il Neon, ossia i tubi in vetro delle lampade a catodo freddo (“soffiare il Neon” nel gergo degli insegnisti), erano necessari un’evidente attitudine e lunghi anni di apprendistato. Idem per sagomare caratteri singoli in plastica o metallo, disegnare correttamente le molte font, intagliare o dipingere scritte, ecc.

Circa venticinque anni fa, grazie all’informatizzazione, il processo di sostituzione del lavoro manuale nel settore insegne da parte delle macchine accelerò: da prima si diffusero i plotter per tagliare scritte adesive che marginalizzarono il taglio manuale del vinile e i sistemi a vernice, poi i pantografi 2D e 3D per traforare e incidere plastiche e raffinati sistemi di taglio con il laser, poi le macchine per la stampa a getto d’inchiostro su formati via via più grandi e ora vi sono macchine che stampano direttamente su vari tipi di materiali flessibili o rigidi di diversi spessori.

Oggi la maggior parte delle lavorazioni sono meccanizzate, compresa la sagomatura delle lamiere nella costruzione di caratteri cubitali, e s‘intravedono già cicli completamente automatizzati anche per le lavorazioni più complesse.

Per quanto concerne le sorgenti di luce, dopo quasi un secolo di predominio del “Neon” – prevalentemente lavorato a vista – assistiamo all’irruzione dei Led. Questa nuova sorgente luminosa sta trasformando ancora una volta i sistemi di produzione delle insegne luminose e le professionalità del settore.

Se il Neon mantiene indubbiamente un ruolo insostituibile in alcuni tipi d’insegna, le tecnologie Led (a prescindere dalle performances in luminosità ed efficienza dell’una o dell’altra sorgente) rispondono più facilmente all’esigenza di velocizzare e flessibilizzare la produzione e la gestione delle insegne imposta dal mercato: per installare Led basta una breve istruzione, per produrre e installare lampade Neon servono soggetti qualificati e con esperienza consolidata in anni e anni, nonché tempi e cicli produttivi decisamente più lunghi e complessi.

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Infine, la necessità di una comunicazione flessibile nella quale sia possibile cambiare il messaggio in ogni istante, sta favorendo la diffusione di grandi schermi (Led, LCD, ecc.) che proiettano immagini e filmati; efficaci anche all’esterno e in piena luce diurna.
Il concetto di insegna quale elemento statico esterno che identifica un luogo fisico o un’azienda o che pubblicizza un prodotto va modificandosi e il confine fra insegna e spazio pubblicitario, visual merchandising, segnaletica, ecc., diviene sempre più labile.

In somma, la tecnologia ha modificato e sta modificando radicalmente i processi produttivi e le figure professionali del settore insegne, inducendo una specializzazione tale per cui oggi difficilmente un’azienda è in grado di fornire tutte le tipologie di insegne o di prodotti consimili e servizi annessi. Un costruttore non è necessariamente un installatore di insegne e viceversa. La separazione dei mestieri avviene in molteplici ambiti del ciclo produttivo dando origine a nuove figure professionali, per esempio la gestione delle pratiche di autorizzazione presso gli enti richiede competenze ed esperienze sempre più specialistiche e grandi capacità produttive in tempi ridotti, mentre il progettista d’insegne tende a diventare una figura specifica e indipendente, capace di dialogare con il mondo del marketing.

Il rapido evolversi delle tecnologie e la sempre più accentuata specializzazione produttiva favoriscono inoltre l’affermarsi di nuovi soggetti imprenditoriali che, se da un lato favoriscono un approccio nuovo e creativo alla professione degli insegnisti, dall’altro devono ancora consolidare l’esperienza.

Stante lo scenario sopra descritto sarebbe utile una riclassificazione dei prodotti e delle professionalità quale passaggio per la creazione di un marchio di qualità per i costruttori e gli operatori del settore insegne, segno attraverso il quale i committenti possano identificare uno standard qualitativo certo.

Tale standard qualitativo non dovrebbe essere riferito esclusivamente ai prodotti, ma a una molteplicità di indicatori, a partire dal rispetto delle normative in ogni fase del ciclo produttivo, che costituisce manifestazione inequivocabile di professionalità; anche perché garantisce il successo delle iniziative e la salvaguardia degli investimenti della committenza.

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